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92488 - COMPLESSITA', ETICA ED ECOLOGIA DELLA CITTA'

Anno Accademico 2019/2020

Conoscenze e abilità da conseguire

Al termine del modulo, lo studente possiede conoscenze relative al modo in cui modelli urbani e sociali, processi di forme di conoscenza, produzione e riproduzione, appropriazione e riappropriazione degli spazi sono andate profondamente modificando le città e l’ecologia-mondo. In particolare, lo studente è in grado di analizzare gli elementi storici, sociali, ideologici, spaziali e le potenzialità dell’innovazione tecnologica e comprendere la città e i suoi processi di trasformazione.

Programma/Contenuti

Il corso, strutturato in tre moduli, prevede un approccio transdisciplinare al tema della sostenibilità delle città e delle comunità, approfondendo il tema del coordinamento tra complessità sociale, urbana ed ecologia.

A partire da questa cornice complessiva, il macro-tema verrà affrontato considerando le trasformazioni urbane nelle sue declinazioni spaziali e sociali. Attraverso la ricognizione di alcune questioni e categorie interpretative di fondo, saranno indagati strumenti e strategie di rigenerazione della città.

L’ecologia urbana, la protezione dell'ambiente, la qualità e l’etica dell'abitare la città, le interrelazioni tra l'evoluzione dei comportamenti e nuovi modi di vivere, il ruolo dello spazio pubblico nella città, i modelli culturali del mondo antico (temi che emergono dal discorso di Pericle riportato da Tucidide -2.34-37) e l’individuazione della loro valenza di attualità, l’analisi di elementi storici, sociali, ideologici, spaziali e delle potenzialità dell’innovazione tecnologica contribuiranno a comprendere la città e i suoi processi di trasformazione.

MODULO - Il ruolo degli spazi aperti e delle infrastrutture per città e comunità sostenibili

Il modulo intende analizzare il ruolo che gli spazi aperti - e in particolare quelli pubblici - possono giocare nel costruire relazioni, definire comportamenti, valorizzare e tutelare il patrimonio costruito. Le potenzialità di fruizione degli spazi urbani aperti delineano oggi scenari connotati da evoluzione e instabilità: la crescente necessità di luoghi per attività collettive, la riconfigurazione degli spazi rispetto ai nuovi ruoli e valori urbani, i profili di utilizzo diversificato, le iniziative spontanee richiedono una rinnovata attenzione alla capacità adattiva dei luoghi, alla loro predisposizione a creare valori di comunità e alla possibilità di integrare nuove tecnologie e infrastrutture a tutela dell’ambiente.

  1. Spazi urbani e relazioni con la città

    Nuovi ruoli e valori urbani, crescenti esigenze di luoghi collettivi, diversi profili di utilizzo e iniziative spontanee richiedono un nuovo focus sulla progettazione di spazi aperti urbani.

    Il tema della riqualificazione degli spazi aperti diventa quello del completamento della città contemporanea: essi possono diventare elementi di connessione e relazione e fornire risposte agli scenari evolutivi della città.

  2. Mitigazione climatica: strategie di micro-design urbano

    La ricerca internazionale dimostra che le città contribuiscono in modo significativo al cambiamento climatico e in particolare al riscaldamento globale, a causa dell'elevata concentrazione di popolazione e della densità di edifici in porzioni limitate di territorio.

    La lezione affronta i concetti di adattamento e resilienza per ridurre la vulnerabilità urbana e migliorare il comfort esterno.

  3. Città smart e sostenibili

    Una città intelligente è caratterizzata da una serie di fattori che influenza lo sviluppo urbano. Competitività, efficacia, sostenibilità sono strettamente correlati alla disponibilità di infrastrutture fisiche (capitale fisico), alla qualità delle infrastrutture di comunicazione dedicate (ICT) e la capacità della città stessa di valorizzare il proprio capitale umano, intellettuale e sociale.

  4. Riuso adattivo e accessibilità dello spazio pubblico

Il riutilizzo adattivo degli spazi pubblici aperti consente di esplorare forme alternative di utilizzo, perseguendo al contempo una relazione più intensa con gli elementi specifici del luogo (abitanti, ambiente naturale) e adottando un linguaggio contemporaneo, senza per questo perdere traccia del passato storico e del suo potenziale.

MODULO -Forme di vita, produzione e riproduzione ai tempi della “grande cecità”.

Il modulo intende mettere a fuoco alcune piste analitiche del modo in cui produzione e riproduzione nel capitalismo contemporaneo sono andate profondamente modificando l’ecologia-mondo. A partire da questa cornice complessiva, ci si propone di condurre una sintetica ricognizione di alcune questioni e categorie interpretative di fondo: capitalismo delle infrastrutture; produzione ed estrazione di valore; forme di vita, soggettività ed estrazione di lavoro; centralità e proprietà delle infrastrutture; valenza epistemologica dell’ecologia; città ed “économie de l’enrichissement”. I materiali di questo breve ciclo seminariale potranno così contribuire all’approfondimento di alcune questioni che emergono laddove si intenda affrontare la problematica del coordinamento tra complessità sociale ed ecologia.

  1. Introduzione: forme di vita, ecologia e capitalismo delle infrastrutture

Il capitalismo delle infrastrutture (continuità e discontinuità rispetto alle fasi precedenti del regime capitalistico) e le sue implicazioni relativamente alla riproduzione sociale.

  1. Esperienza delle infrastrutture, infrastrutture dell’esperienza

Le infrastrutture come dispositivo chiave del mondo contemporaneo: immaterialità e materialità delle infrastrutture e forme dell’esperienza.

  1. Città e politiche place-blased nel capitalismo delle infrastrutture

Il ruolo cruciale della dimensione e dell’esperienza urbana nel capitalismo delle infrastrutture e la prospettiva delle politiche ‘place blased’.

  1. Il purgatorio della merce. Sostenibilità ed ecologia dei poveri

L’analisi delle trasformazioni in corso e le epistemologie dell’ecologismo. Conclusioni in forma di apertura: quali prospettive di lettura critica?

MODULO - Progettare la città: Pericle e Atene

Nel modulo si tratteranno i temi che emergono dal discorso di Pericle riportato da Tucidide (2.34-37), in cui sono enucleati i diversi elementi che contribuiscono alla grandezza della città di Atene e ne affermano il valore di modello in tutto il mondo antico, fino a diventare paradigma nella memoria culturale occidentale: il rapporto tra economia e cultura, elementi non in opposizione tra loro, l’esercizio del pensiero critico, la struttura istituzionale democratica che garantisce l’affermazione degli individui e l’acquisizione di prestigio derivato dal merito e piuttosto che dal censo. Attraverso l’analisi degli elementi storici rispetto a quelli ideologici e propagandistici, il modulo mira a individuare l’efficacia e l’attualità della proposta periclea.

1. Introduzione: il contesto storico-politico di Atene nella seconda metà del V secolo

L’esito delle guerre persiane e la nuova organizzazione del territorio di Temistocle; le riforme di Efialte e l’egemonia ‘democratica’; la guerra del Peloponneso; l’opposizione dei gruppi oligarchici e i tentativi di riforma istituzionale fino al ‘colpo di stato’ del 411.

2. Il primato di Atene: mercati, filosofia e cultura

Economia mercantile, imperialismo politico ed egemonia culturale ateniese attraverso la lega Delio-Attica; la politica della ‘munificenza’ e le grandi opere dell’età periclea.

3. Gli intellettuali ad Atene all’epoca di Pericle

La nuova scienza della natura (Anassagora), l’organizzazione politica dello spazio (Ippodamo), e lo sviluppo di una cultura della parola e del discorso persuasivo (i sofisti).

4. Un bilancio e un progetto politico: lettura dell’Epitaffio di Pericle

Individuazione degli elementi ideologici e propagandistici vs. i dati storici verificabili presenti nel discorso di Pericle anche attraverso il complessivo bilancio critico di Tucidide

Testi/Bibliografia

  • Acierno A. (2010), La protezione dello spazio pubblico, in Atti della XIII Conferenza Società Italiana degli Urbanisti Città e crisi globale: clima, sviluppo e convivenza Roma, 25-27 febbraio 2010 Planum – The European Journal of Planning.
  • Codeluppi V. (2006), La vetrinizzazione sociale, Boringhieri.
  • Iacomoni A. (2009), Il progetto nei luoghi storici: dall’identità alle trasformazioni contemporanee, in Iacomoni A., a cura di, Tracce storiche e progetto contemporaneo, Gangemi Editore.
  • Lynch K.(1996), Progettare la città. La qualità della forma urbana, Etas.
  • Longo D. (2011), Riqualificazione e trasformazione degli spazi collettivi scolastici in spazi pubblici aperti multifunzionali, Percorsi di ricerca 3. Testo disponibile al sito: http:// www2.arc.usi.ch/ra_2012_05.pdf
  • Montipò C. (2015), Le politiche di pocket parks come strumenti di rigenerazione della città pubblica, Piccoli spazi e microidentità, in Urbanistica Tre, Roma, Testo disponibile al sito: http://www.urbanisticatre.uniroma3.it/dipsu/?portfolio=piccoli-spazi-urbani-e-mi- cro-identita
  • Boeri A., Gianfrate V., Longo D., Palumbo E. (2015), Transition to sustainable city: an integrated design approach for transformative districts – a proposal for replicability, in The Sustainable City, X: 289-300.
  • C40 Cities (2016) Unlocking Climate actions in megacities, C40. Testo disponibile al sito:

    http://www.c40.org/researches/unlocking-climate-action-in-megacities consultato il 15

    giugno 2016.

  • De Angelis A., Izzo M.V. (2013), Lo spazio pubblico acceleratore e generatore del rinnovo

    della città resiliente, in Sbetti F., Rossi F., Talia M., Trillo C., a cura di, Lo spazio pubblico acceleratore e generatore del rinnovo della città resiliente, Urbanistica Dossier 4, INU Edizioni.

  • Gill S. E., Handley J. F., Ennos A.R., Pauleit S. (2007), Adapting Cities for Climate Change: The Role of the Green Infrastructure. Built Environment, 33: 115-133.
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  • Caragliu A., Del Bo C., Nijkamp P. (2011), Smart Cities in Europe. Journal of Urban Technology, 18: 65-82.
  • Banerjee T. (2001), The Future of Public Space: Beyond Invented Streets and Reinvented Places, Journal of the American Planning Association, 67, 1: 9-24.
  • Department of Arts, Culture, and the Gaeltacht (2012), Shaping the Future. Case Studies in Adaptation and Reuse in Historic Urban Environments, Stationery Office Dublin.
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  • Ghosh A., 2017, La grande cecità : il cambiamento climatico e l'impensabile, Vicenza;
  • Pozza, 2017; Mezzadra, S., Neilson, B. 2017, On the multiple frontiers of extraction: excavating contemporary capitalism, Cultural Studies, 31(2-3), pp. 185-204;
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  • Moore J. 2015, Ecologia-mondo e crisi del capitalismo: la fine della natura a buon mercato, Verona: Ombre corte, 2015;
  • Fraser N., 2016, La fine della cura: le contraddizioni sociali del capitalismo contemporaneo, Milano, Mimesis.
  • Larkin B., 2013, The Politics and Poetics of Infrastructure, Annu. Rev. Anthropol., 42, pp. 327–43;
  • Easterling K., 2014, Extrastatecraft: The Power of infrastructure space, Verso, 2014;
  • Plantin J.-C. et al, 2018, Infrastructure studies meet platform studies in the age of Google and Facebook, New media & society, Vol. 20(1), 293–310;
  • Neilson, B. 2014, Beyond Kulturkritik: Along the Supply Chain of Contemporary Capitalism, Culture Unbound, 6, pp. 77-93;
  • Borghi V. (in corso di stampa, The possible in the real: infrastructures of experience, cosmopolitanism from below and sociology, Quaderni di teoria sociale.
  • D’eramo M., 2017, Il selfie del mondo: indagine sull'età del turismo, Feltrinelli;
  • Barca F., 2015, Disuguaglianze territoriali e bisogno sociale, Letture Fondazione Gorrieri, www.fondazionegorrieri.it/index.php/pubblicazioni/opuscoli-e-lettura-gorrieri/item/lettura-2015 ;
  • 2016; d’eramo; Boltanski L., Esquerre A., 2015, L’économie de l’enrichissement et ses effets sociaux, Teoria Politica, 6, 289-306;
  • Borghi V., (in corso di stampa), Capitalismo delle infrastrutture: note di lettura, Rassegna italiana di sociologia
  • Pellizzoni L., 2019, Politica, ontologie, ecologia, in Le parole e le cose, http://www.leparoleelecose.it/?p=34943 ;
  • Borghi V. (in corso di stampa), Il purgatorio della merce. Spazi e riti della sostenibilità come salvezza dell’anima del consumo, 2015; Alier, M. 2009, Ecologia dei poveri, Jaca Book.
  • F. Barbera, Ippodamo di Mileto e gli ‘inizi’ della pianificazione territoriale, Milano 2017;
  • J. Barnes, The Presocratic Philosophers, London-New York 19822; M. Bonazzi, I sofisti, Roma 2010;
  • M. Cacciari, Geo-filosofia dell’Europa, Milano 1994; L. Canfora, La democrazia. Storia di un’ideologia, Roma-Bari 2008 L. Canfora, Il mondo di Atene, Roma-Bari 2011;
  • L. Canfora, La democrazia di Pericle. I volti del potere, Roma-Bari 2012; A. Capizzi, La repubblica cosmica. Appunti per una storia non peripatetica della nascita della filosofia in Grecia, Roma 1982;
  • A. Capizzi, I sofisti ad Atene. L'uscita retorica dal dilemma tragico, Bari 1990; M. Curnis – G. Besso (a cura di), Aristotele. La Politica, libro I, Roma 2011;
  • M.I. Finley, La democrazia degli antichi e dei moderni, trad. it. Roma-Bari 1997 (ed. or. 1973);
  • E. Greco, La città greca antica. Istituzioni, società e forme urbane, Roma 1999; M. Hall (ed.), Raphael's ‘School of Athens’, Cambridge 1997;
  • F. Hartog, Il confronto con gli antichi, in Settis 1996, pp. 3-37. A. Iannucci, La parola e l’azione. I frammenti simposiali di Crizia, Bologna 2002;
  • D. Kasimis, The Perpetual Immigrant and the Limits of Athenian Democracy, Cambridge 2018; G. Kerferd, I sofisti, Bologna 1988 (Cambridge 1981);
  • O. Longo (a cura di), Tucidide. Epitafio di Pericle per i caduti del primo anno di guerra, Venezia 2000;
  • M. Maraña, Culture and Development. Evolution and Prospects, UNESCO 2010; S. Mazzarino, Fra Oriente e Occidente. Ricerche di storia greca arcaica, Firenze 1947;
  • J.S. Mill, Dissertations and Discussions. Political, Philosophical and Historical, vol. 2, New York 1873; G.W. Most, Leggere Raffaello. La Scuola di Atene e il suo pre-testo, Torino 2001;
  • F.M. Muccioli, L’ingresso sulla scena politica di Temistocle e La presa di Mileto di Frinico: problemi di cronologia, «Incidenza dell’antico», 10, 2012, pp. 53-78; D. Musti, Demokratia. Origini di un’idea, Roma-Bari 1997;
  • M. Neve, Il disegno dell’Europa. Costruzioni cartografiche dell’identità europea Milano-Udine, 2016; M. Nussbaum, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, Bologna 2011 (Princeton 2010);
  • J. Ober, Mass and Elite in Democratic Athens: Rhetoric, Ideology, and the Power of the People, Princeton 1991;
  • G. Reale, La scuola di Atene di Raffaello, Milano 2005; A.K. Sen, Lo sviluppo è liberta, trad. it. Milano 200 (New York 1999);
  • S. Settis (a cura di), I Greci. Storia, cultura, arte, società, 1, Noi e i Greci, Torino 1996; N. Urbinati, L’ethos della democrazia. Mill e la libertà degli antichi e dei moderni, Roma-Bari 2006;
  • J.-P. Vernant, Mythe et pensée chez les grecs. Études de psychologie historique, Paris 19712; M. Zaccarini, The Lame Hegemony. Cimon of Athens and the Failure of Panhellenism, ca. 478-450 BC, Bologna 2017.

Metodi didattici

Le attività del corso si articolano in 3 moduli di lezioni. L'organizzazione delle lezioni è finalizzata a consentire l’acquisizione delle conoscenze entro la conclusione del corso.

Modalità di verifica dell'apprendimento

L'esame, in forma individuale, consiste nella verifica teorica, nell'illustrazione e nella discussione dei contenuti delle lezioni.

La struttura didattica del corso presuppone una stretta interazione tra tutti i moduli previsti.

Lo studente dovrà dimostrare di aver raggiunto le competenze in linea con gli obiettivi del corso. In particolare:

- dovrà dimostrare di conoscere le questioni e le categorie interpretative di fondo;

- gli strumenti e le strategie di rigenerazione della città: il ruolo della comunità nelle trasformazioni sociali e spaziali, il rapporto tra gli elementi ambientali e l’ambiente costruito; la produzione ed estrazione di valore; la centralità e proprietà delle infrastrutture; il rapporto tra economia e cultura, tra innovazione tecnologica e sociale e capitale urbano; la struttura istituzionale democratica.

Strumenti a supporto della didattica

Vengono utilizzate le attrezzature in dotazione al Collegio Superiore (videoproiettori, supporti informatici).

Per gli approfondimenti si segnala la bibliografia i cui testi di riferimento sono reperibili nelle biblioteche di Ateneo.

Il materiale didattico comprenderà inoltre una serie di documenti di supporto allo svolgimento delle esercitazioni progettuali che verranno prodotti e raccolti durante il corso in una serie di fascicoli/files disponibili sia sul server di Ateneo.

Orario di ricevimento

Consulta il sito web di Danila Longo

Consulta il sito web di Vando Borghi

Consulta il sito web di Alessandro Iannucci